for our Italian readers : Ridley Scott's GLADIATOR : "una recensione" Print E-mail
Friday, 15 June 2007
Non dopo Spartacus in 1960 abbiamo visto un film cosi. Le tuniche ed i sandali non sono di moda da molti anni. Ma il regista Ridley Scott, che si č fatto suo nome coi film fantastici ed inquietanti Alien e Blade Runner, ha trascinato l'epopea romana in nuovo millennio.
 
Russell Crowe, il poliziotto duro ma vulnerabile di L A Confidential, il naziskin brutale di Romper Stomper, e il impiegato rispettabile che affronta i mali della sua ditta di The Insider mostra ancora la sua versitilitā. Recita Maximus, un generale rispettato, che l'imperatore Marco Aurelio (Richard Harris in modo serio) nomina il suo successore. Quando l'imperatore rimane ammazzato dal suo figlio matto (un tipo indispensibile all'epopea romana, ma impersonato con sottigliezza da Joaquin Phoenix), Maximus, la sua famiglia uccisa, sfuggi l'esecuzione e viene rapito e rendito schiavo come gladiatore.
 
Poi, la bontā sforza contro del male in una storia incredibilissimo, ma accettabile e appassionante a causa di una trama forte, recitazione brava, e sopratutto affetti speciali mozzafiati. Roma antica č con noi in tutta la sua grandiositā e terribilitā, grazie ai computer digitali. Addio Cinecittā! Il colosseo, le 'insulae', le strade di Roma sembrano reali come mai prima sullo schermo.Anche hanno fatto ritornare della morte Oliver Reed, che, come maestro dei gladiatori, mori facendo il film, (e che brava recitazione). Si dice che la sua esibizione venisse finita in computer.
 
Come sempre Ridley Scott si mostra come maestro dell'azione, della camera mobilissima, di uno spettacolo che si lascia senza fiato. Ma, come in Blade Runner e Thelma and Louise, si interessa anche ai personnaggi e i loro destini. E come per gli eroi e le eroine di quelli film, il fine e l'oblio, quando la camera si rallenta e il suono si calma. Per Thelma and Louise, la fuga nella macchina sopra le scogliere, via delle sue vite impossibili. Per Harrison Ford in Blade Runner, un volo dalla cittā brutale in una campagna di paradiso, e per Maximus, la pace dalla morte. Un film onesto, bello malgrado la violenza, e in questi giorni cinici, semplice e senza ironia.

Sheila Seacroft
Aprile MM


Apologies to all Italian speakers - this was my first ever review, written as an exercise for an Italian Class, and never intended for publication ... hence it is no doubt doubly incompetent!
Sheila Seacroft, June 2007
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